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Il Chilogrammo è dimagrito!

In effetti, dopo tantissimi anni, lì fermo a segnare a tutto il mondo il valore dell’unità di massa, il chilogrammo … non vale più come prima. Nel senso che la sua massa non è più 1,000000… kg, ma solo 0,9999998 kg. O qualcosa di simile. Allora, per una singola misura non importa, ma una piccola differenza ripetuta milioni o miliardi di volte, alla fine vale tanto. Quindi, da oggi il chilogrammo raggiunge la meritata pensione. E, come le altre unità fondamentali del Sistema Internazionale, viene sostituito da una definizione basata sulla costanti universali. Stabili e facilmente riproducibili (per modo di dire).

Ecco la notizia:

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/fisica_matematica/2019/05/20/da-oggi-addio-alle-vecchie-unita-di-misura-_e1fbf56d-bddf-482d-93ff-eddb9eefa713.html

E per chi vuole approfondire:

https://www.inrim.it/ricerca-sviluppo/le-unita-di-misura

https://www.bipm.org/en/measurement-units/

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Storia di Scienza e di Liberazione

Oggi vorrei utilizzare questo spazio per festeggiare il 25 Aprile, unendo scienza, letteratura e liberazione. Con una piccola storia; una storia come altre nel periodo della guerra; una storia come nessun’altra nel periodo della guerra. La storia di Ettore Pancini, fisico, componente del gruppo coinvolto nel famoso esperimento CPP. Dal sito dell’Enciclopedia Treccani.

PANCINI, Ettore

Stanghella (PD), 10 agosto 1915 – Napoli, 1 settembre 1981

Durante gli anni di Padova, Pancini conobbe Elda Rupil, che sposò nel 1941 e dalla quale ebbe quattro figli, Barbara, Alessandra, Giulio e Alice. Risale al periodo patavino anche l’incontro con Eugenio Curiel della sezione clandestina veneziana del Partito comunista italiano, figura influente sullo sviluppo del suo pensiero politico.

Si laureò nel 1938, avendo come relatore Rossi, poche settimane dopo che questi aveva dovuto lasciare l’istituto di Padova a causa delle leggi razziali. Nominato assistente straordinario, a causa dell’allontanamento di Rossi non poté continuare la ricerca scientifica ad alto livello.

Ispirato dalla comprensione delle forze elettromagnetiche come dovute all’esistenza e alle proprietà del fotone, Hideki Yukawa aveva formulato nel 1935 una teoria delle forze nucleari agenti tra i nucleoni (protoni e neutroni), descrivendo anch’esse come l’effetto di un’ipotetica particella. Secondo la teoria di Yukawa, tale particella doveva avere una massa intermedia tra quella dell’elettrone e quella del protone e fu pertanto detta ‘mesotrone’. Una particella con questa massa fu scoperta nel 1937 da Seth Neddermeyer e Carl Anderson. Le ricerche di Pancini sulla sua vita media si collocavano nel contesto della determinazione sperimentale delle sue proprietà.

Pancini fu chiamato alle armi nel febbraio 1941 come sottotenente dell’artiglieria contraerea, spostandosi tra varie sedi sul territorio italiano. Solo durante l’inverno 1942-43 ebbe un breve periodo di licenza, ottenuto grazie a Lo Surdo, durante il quale lavorò ad alta quota sul Plateau Rosa insieme a Bernardini, Nestore Cacciapuoti e Oreste Piccioni per effetturare ricerche sui raggi cosmici.

Ferito durante il bombardamento alleato di Roma del 19 luglio 1943, si recò in licenza a Venezia, dove lo raggiunse la notizia della firma dell’armistizio di Cassibile. Trovandosi nella parte d’Italia ancora sotto il regime fascista, decise di unirsi alla resistenza partigiana. Con il nome di battaglia di Achille fu il comandante dei Gruppi di azione partigiana di Venezia. Nel 1944 divenne comandante della zona militare di Venezia, organizzando numerosi assalti contro le truppe naziste e fasciste. Arrestato dai tedeschi nell’aprile 1945, dopo tre settimane riuscì a evadere e riprese il ruolo di comandante.

Alla fine della guerra, sciolse i corpi militari partigiani alle sue dipendenze e ritornò a Roma per continuare l’attività di ricerca scientifica, seppure in grandissime ristrettezze economiche. Le ricerche poterono riprendere grazie al recupero di componenti strumentali presso i campi dell’ARAR (Azienda rilievo e alienazione residuati).

Unendosi a Marcello Conversi e a Piccioni, Pancini contribuì alle fasi finali di quelle ricerche sperimentali che la storiografia, riprendendo il suggerimento di Luis Alvarez nella sua Nobel Lecture (Recent developments in particle physics, in Les Prix Nobel of 1968, Stoccolma 1969), indica come l’inizio della fisica delle alte energie.

Parallela alla sua attività scientifica si svolse la sua vita politica come membro del Partito comunista italiano, di cui fece parte tra l’altro del Comitato centrale. L’impegno politico nel Partito comunista continuò fino alla seconda metà degli anni Cinquanta quando, in seguito alle critiche di Khruščëv al regime stalinista, se ne allontanò. Nel 1969, poi, lo lasciò definitivamente per passare con il gruppo del Manifesto. Partecipò alle elezioni politiche del 1979 e alle elezioni regionali del 1980 come candidato di Democrazia Proletaria.

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Il Buco Nero

Dalle prime pagine di Dal Big Bang ai buchi neri, di Stephen Hawking.

“Un famoso scienziato tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un’ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza una, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse. “Quel che lei ci racconta sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga”. […] Lo scienziato replicò: “E su cosa poggia la tartaruga?” “Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto. Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!”

Al di la dei simpatici terrapiattisti, la foto dimostra, una volta di più, come l’unica via per progredire sia la comprensione dell’universo attraverso lo studio. In un momento in cui la competenza sembra un limite e non, come dovrebbe essere, il punto di partenza di ognuno, in particolare di chi si occupa della cosa pubblica, la foto ha un valore immenso.

Esattamente cento (100!) anni dopo la prima conferma della teoria della relatività (Sir Arthur Eddington, 1919, eclissi di sole) un’altra prova della capacità visionaria di Albert Einstein.

Evviva la Fisica. Evviva la competenza e lo studio.

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Quando si dicono le coincidenze …

Oggi, 14 marzo, i numeri la fanno da padrone. Pura coincidenza, niente a che vedere con l’inconsistente numerologia, ma divertiamoci un po’. Parafrasando Sheldon Cooper “Fun with numbers”.

14/3 scritto secondo le abitudine anglofone: 3/14 ovvero 3,14 ovvero Pi-Greco. Oggi è il Pi-Greco Day

14/3: purtroppo muore Stephen Hawking, (che era nato esattamente 300 anni dopo Galileo!)

14/3: Buon Compleanno Einstein. Nel 1879 nella cittadina di Ulm nacque Albert Einstein

Buona Lettura
divulgazione · evoluzione · scienza narrata

I fili invisibili della Natura

TITOLO: I fili invisibili della natura

AUTORE: Gianumberto Accinelli

CASA EDITRICE: Lapis edizioni

GENERE: storie di scienza

Anno e Luogo di pubblicazione: 2017, Roma

Età: dai 10 anni

Pagg. 204; €12,50 Avete mai alloggiato in un hotel in cui un piano intero è riservato alle rane? O visto dei gatti lanciati con il paracadute? O una statua di un insetto che per tutta la sua vita si nutre di … cacca? Vi capita mai di imbattervi in un libro di cui non vorreste mai vedere l’ultima pagina? A me ogni tanto; e questo è uno dei casi. Si tratta di una serie di brevi racconti di Scienze Naturali, accattivanti, originali e molto curiosi, scritti con leggerezza e competenza, con un ottimo risultato. I fili invisibili della natura sono quelli che collegano un avvenimento con un altro accaduto in altro luogo e momento, eventualmente anche a grande distanza. Sono quei collegamenti gravidi di conseguenze, rispetto a cui noi esseri umani mostriamo una innata e spiccata capacità di non vedere, prevedere o anche solo ipotizzare. Sono quei rapporti causa-effetto mai abbastanza considerati nell’agire dell’uomo e della scienza. E sono quei legami capaci di farci riflettere sulla necessità di rispettare la Natura nella sua totalità e complessità. Da cui dovremmo imparare il rispetto di tutti gli esseri viventi presenti sul pianeta e la capacità di ascoltare la Natura per evitare guai importanti. Anche se le negazioni continuamente proposte da una parte dell’opinione pubblica e della politica, spesso fanno tendere al pessimismo. A maggior regione leggiamo e diffondiamo libri come questo. E come il seguito, appena uscito o in uscita.

divulgazione · evoluzione · libri scientifici

IL Mistero della Vita

Oggi inserisco una recensione di un libro pubblicata sulla rivista Sapere (Dedalo Edizioni) nel numero di Ottobre 2018.

TITOLO: Il mistero della vita

AUTORE: Jan Paul Schutten,

ILLUSTRAZIONI: Floor Rieder

CASA EDITRICE: L’Ippocampo ragazzi

GENERE: Enciclopedia scientifica illustrata

Anno e Luogo di pubblicazione: 2017, Milano

Età: da 12 anni

Si tratta di una traduzione del testo originale olandese pubblicato a Rotterdam nel 2013, e vincitore di prestigiosi premi internazionali. Ora, grazie all’editore Ippocampo, è disponibile anche per il pubblico italiano. Decisione intelligente e originale.

A prima vista il titolo può indurre in errore, e il taglio del libro può risultare stravagante, se non eccessivo, per via del color oro utilizzato. È sufficiente sfogliare l’indice per apprezzare come ci si trovi davanti ad un libro scientifico, agli antipodi da qualsiasi forma di divulgazione religiosa o esoterica e non interessato ad ammaliare i possibili lettori con l’aspetto esteriore, comunque molto curato.

Si tratta di un manuale, quasi un’enciclopedia, dedicata allo studio della vita, in tutte le sue forme, alla vita intesa come evento biologico, ma anche evento cosmologico, dal big bang fino alla conformazione attuale e alle prospettive future, geologico e chimico. Un libro, come indicato nella premessa, in cui sono presenti “numeri incredibilmente grandi, così grandi che si fa fatica a capirli.”

Il mistero della vita inizia da un personaggio bizzarro, il paramecio, organismo unicellulare capace di compiere solo pochissime azioni nell’arco della propria vita biologica, ovvero una vita con un inizio e una fine.

Dopo aver incontrato il paramecio il libro ci spiega come calcolare l’età della Terra attraverso lo studio delle rocce. Prosegue affrontando un altro problema molto affascinante: capire come è nato, come sta evolvendo e come proseguirà la sua evoluzione il nostro universo. Una piccola parentesi di cosmologia all’interno di un libro sull’evoluzione sottolinea il tratto comune a tutta la Natura: tutto ciò che ha un inizio e una fine, ne rappresenta un aspetto specifico.

Il centro nevralgico del testo rimane la teoria dell’evoluzione darwiniana, a cui l’autore dedica la maggior quantità di spazio all’interno del proprio lavoro, definendola, in un titolo di capitolo, La più grande idea scientifica di tutti i tempi. Certamente una definizione di parte, non potendo dimenticare altre teorie scientifiche precedenti o successive all’evoluzionismo, anch’esse pietre miliari della storia della scienza e del progresso umano.

Le illustrazioni presenti all’interno del libro sono splendide, con tratto molto originale, colori indovinati e un minimalismo così naturale da valorizzarle maggiormente. Inoltre, alcune delle illustrazioni hanno la capacità di riassumere in uno spazio limitato, visibile per intero a colpo d’occhio, una quantità incredibile di informazioni, come accade nel caso dell’illustrazione relativa alla storia dell’universo. In un riquadro non ampio l’illustratore ha avuto l’abilità di riassumere l’intera storia dell’universo, sfruttando una forma di retroazione applicata al disegno capace contenere migliaia di anni di storia.

In alcuni capitoli del libro vengono proposti semplici ma affascinanti esperimenti scientifici, realizzabili con materiale di facile reperibilità e disponibile in ogni casa o scuola. Esperimenti tanto divertenti quanto affascinanti, come nel caso della creazione di cristalli di sale partendo da un barattolo di acqua. Penso si tratti di un testo di notevole interesse e valore, capace di indicare una via importante alla divulgazione della scienza, una via capace di non cedere a facili compromessi per attirare lettori, ma convinta nel mantenere la qualità e la correttezza scientifica quale irrinunciabile filo rosso.

divulgazione · enciclopedia · gioco · quiz

A TUTTA VELOCITA’

CASA EDITRICE: Ippocampo

TITOLO: A TUTTA VELOCITA’

AUTORE:

GENERE: albo illustrato

Anno e Luogo di pubblicazione: 2013, Milano

Età: dai 6 anni; €15,00

 

Si tratta di un libro francese, della Gallimard Jeunesse, portato in Italia da Ippocampo. Una bella idea, molto intrigante specialmente per i piccoli. È un albo illustrato in cui in ogni pagina, con un disegno molto stilizzato e minimalista, sono raffigurati oggetti, animali, situazioni molto differenti tra di loro. Nella pagina a fianco del disegno è indicata la velocità, in chilometri per ora, di quanto disegnato. Si presta molto bene e altrettanto facilmente, ad un gioco a quiz a squadre. E le velocità sono via via crescenti. Si può indovinare la velocità di un determinato animale, razzo, mezzo meccanico o altro, ovvero indovinare che cosa si muove alla velocità indicata.

Unica nota negativa: come detto le velocità sono via via crescenti, fino ad arrivare alla velocità di una cometa. Secondo me sarebbe stato opportuno finire questa crescita di velocità con la velocità massima possibile nell’universo, la velocità della luce.